Bello riascoltare quest'album uscito nel 2009!
Uscito nel giugno 2009 e pubblicato dalla casa discografica Bloody Chamber Music, fondata dallo stesso Patrick Wolf. Un album in parte autoprodotto in parte prodotto dai fan (che donavano liberamente il proprio contributo) grazie al sito Bandstock.
Ma non soffermiamoci su questi dettagli.
L'album si apre con un'intro elettronica che non ho riportato nella playlist, Kringspiel. La seconda traccia è Hard Times: eviterò il più possibile di soffermarmi sulla bellezza dei testi, ma qualcosa bisogna pur citare! ''Divided nation, In sedation, Overload of information, that we have grown up to ignore Mediocrity applauded! '' il violino incalzante e la chitarra in sottofondo, e ancora archi, piano, flauti...e naturalmente la voce di Patrick! C'è poco da dire di questa canzone, perfetta sotto ogni punto di vista: melodia e testo e interpretazione.
La traccia seguente è Oblivion, che si apre con la voce dell'attrice inglese Tilda Swinton, canzone molto elettro, anche se rimane il ritmo incalzante del violino. ''Father where is my gun, i need no one...''. Si prosegue con the Bachelor, traccia che da il nome all'album: si ritorna ad un clima più folk, anche se rimane pur sempre folktronica. La canzone sembra raccontare quasi una storia medievale, di certo aiuta la voce della cantante folk Eliza Carthy.
Arriviamo allora a Damaris (!!!), per me la canzone più bella dell'album, e una delle più belle di Patrick in assoluto. Avevo letto da qualche parte la 'storia' di questa canzone: a quanto pare è nata nel periodo in cui Patrick era tornato nella sua città natale, causa malattia del padre. Si è imbattuto in una tomba con scritto solo Damaris (se non sbaglio) e il parroco credo gli abbia raccontato che questa ragazza era una straniera (forse zingara) che si era innamorata ricambiata del parroco di allora (ma si parla di molto tempo fa). Ma naturalmente questo amore non poteva esistere, così lei si suicidò. Questa canzone, come l'album d'altronde, non ha bisogno di commenti. Dirò solo che il finale è favoloso, di un'intensità unica. Patrick la interpreta molto nei live buttandosi in ginocchio alla fine: stupendo!
In realtà non mi capacito di come abbia fatto a fare un video così brutto! Concordo sul fatto che rendere giustizia ad una canzone così è difficile, però... suvvia a tutto c'è un limite! Faceva molta più figura su sfondo nero, la canzone di per sè evoca immagini quindi...
''My God damned Damaris, kill with last kiss, God damned Damaris, I loved you'' ... ''Rise up''
Segue Thickets che a molti critici ha fatto gridare al capolavoro: a me non dice niente! Sarò strana io... Passerò a Count of Casuality, si ritorna, dopo una parentesi più folk, all'elettronica. Per dire la verità questa canzone ricorda molto il primo album Lycanthropy ( *__*).
''In this war without an end What peace do you defend?''
Si prosegue con Who Will?, canzone dai toni litirgici... me la immagino cantata con gli occhi al cielo, ''who will be the one?'', ma questa parentesi più riflessiva viene interrotta da Volture, dove si sente molto l'influenza di Alec Empire e dell'industrial. Canzone se vogliamo più 'cattiva' e 'spregiudicata' : ''down in santa monica suicide motel one date with the devil (satan) seven days in hell''.
Si ritorna ad un clima più intimo e folk,la canzone è dedicata proprio al padre. Patrick si racconta e racconta del suo rapporto con il padre.Il testo sarebbe da citare tutto.Il brano va in crescendo e il finale è ancora una volta stupendo, intenso e commuovente, sempre velato di tristezza...
The sun is often out, è dedicato ad un amico scomparso: canzone lenta e commuovente (anche se a dire la verità a me non piace poi molto...), altra storia per Theseus, dove non si può non citare il testo! Riappare Tilda Swinton,con la sua voce: ''so once you've killed the minotaur how you gonna find your way out of the maze here the jealous hand of bitter men carve the meat before the table is laid and they are hungry, they are hungry for you and they are hungry, they are hungry for you with an appetite so insatiable they are hungry,
they are hungry for you''. Arrangiamento spaventoso comunque! Il Violino....
E con Battle ritorniamo all'industrial...L'album si conclude con the Messenger, ancora folk con un ritmo scandito dall'elettronica. La canzone sembra una specie di testamento, o meglio una somma della vita di Patrick almeno fino ai suoi 25 anni e sottolinea quelli che sono stati e sono i suoi valori e il suo modo di vedere, ma sopratutto vivere la vita.
Commentare questo album è difficile, per la bellezza, ma anche perchè a distanza di tempo non sono più molto obiettiva. Al di là delle stupidaggini che ho scritto, ascoltatevi quest'album e gli album precedenti, perchè quest'artista merita davvero!
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